Zoom sulla lingua: azione sul “nome”

22.08.2019

Zoom di OpenClipart (Pixabay)
Zoom di OpenClipart (Pixabay)

Per comprendere meglio i meccanismi del nome e le variabili di senso che può portare con sé si possono proporre attività a partire da semplici frasi e lavorando sulla modifica del nome in esse contenuto.

Esempio: "un gatto in cortile" ->  zoom linguistico su "gatto" per scoprire altri nomi che permettono di arricchire-modificare l'enunciato per cui si potrebbe andare dall'analisi del dettaglio al contesto, alla specie.

Ecco allora che "gatto" può diventare: animale, felino, mammifero, micio, Fuffi, musonero, graffione, occhi gialli, insaziabile, ...

La selezione lessicale scelta avrà un suo preciso potere argomentativo e sarà ricca di poiesi linguistica, saprà evocare storie diverse grazie a catene di eventi sempre diverse innescate dalla selezione stessa.

Es. "gatto" porta a catene come artigli - graffiare - rovinare poltrone - ladro - cacciatore - movimento - silenzioso - sorprendere - ... - batuffolo - ... demonio. Catene che possono utilizzare la sineddoche (trasferimento di significato da una parola a un'altra in base a una relazione di contiguità intesa come maggiore o minore estensione ad es. ferro per spada, tetto per casa, America per USA, mortali per uomini) o la metonimia (trasferimento di significato da una parola a un'altra in base a una relazione di contiguità spaziale, temporale o causale ad es. "bere una bottiglia" o "non tradire la bandiera" o "Adoro i marmi di Michelangelo" o "Ascolto Jovanotti").

Il "nome" è l'anello di una catena che insieme a tecniche come il binomio fantastico di rodariana memoria o con processi come l'associazione o la dissociazione può fare da innesco poietico molto forte; essere vettore di senso e meccanismo di innesco di scrittura di storie ad es. gatto - demonio - strega - magia - incantesimo - malocchio - paura ... Il nome ha la capacità di ispessimento indefinito del senso ed esprime tutta la capacità della lingua di esprimere l'inesprimibile (F. Frasnedi, 1985).

A partire dal nome "gatto" possiamo far discendere domande che stimolano la forza poietica della lingua. Esempi di domande:

  • In che modo possiamo definirlo?
  • A cosa somiglia?
  • Cosa fa?
  • Cos'è/ cosa non è?
  • In quale storie lo abbiamo/avete incontrato?
  • Quali caratteristiche?
  • Quali metafore? Quali metamorfizzazioni (es. demonio per gatto)?
  • ...

Le variazioni di registro, livello, sottocodice e le modificazioni affettive (bestia vs animale - cambio registro, micio vs gatto - modificazione affettiva, felino vs gatto - modifica di livello e di sottocodice) rendono forte ed evidente la capacità di variazione, di flessibilità e di modificazione della lingua e di come questa manipolazione con tutta la sua ricchezza apra la strada ad un percorso propedeutico alla scrittura. "Non si dà educazione linguistica al di fuori dell'etica multiforme della complessità" (F. Frasnedi, 1985). Questa tipologia di attività sono realizzabili sin dai primissimi anni (a livello orale anche alla scuola dell'infanzia).