Quale rapporto tra lettura e scrittura?

02.11.2017

Rapporto di Gerd Altmann (Pixabay)
Rapporto di Gerd Altmann (Pixabay)

Il vecchio adagio recita: "Bisogna leggere per imparare a scrivere" ma questo adagio non va relegato all'idea di lettura come decodifica, come mera comprensione del testo scritto; leggere va inteso come il ritrovare l'accesso al testo senza tecnicismi o problemi ermeneutici. Leggere va inteso come accesso alla profondità del testo, alla sua stratificazioni di senso, al tesoro che nasconde (F.Frasnedi, 1985).

C'è uno stretto legame tra lettura e scrittura che si realizza solo se la prima diventa oggetto di discorso in classe: la discussione in classe tesa a far emergere i modi con cui i ragazzi si accostano a ciò che leggono, alle loro valutazioni e scoperte ( P. Boscolo, 2002). Una discussione che deve tendere a "spingere" i giovani lettori-scrittori ad entrare nelle stratificazioni del testo, ovviamente in relazione alla loro età e senza dare risposte "da adulto". È fondamentale avviare un rapporto maieutico con il testo dove sintassi, lessico, tempi verbali, aggettivi, vettori di senso, ... siano "oggetti e soggetti" di attenzione conoscitiva.

Creare una "comunità di discorso" on o offline (Nelson e Calfee, 1998) dove alla discussione sia affiancata dalla scrittura rende questa capace di favorire lo scambio tra gli alunni stessi e tra alunni-insegnanti. Lo scritto diventa frutto di uno scambio del lavoro di tutti e utile a tutti.

L'interazione, l'elaborazione di ipotesi-soluzioni che la scrittura crea in un contesto di comunità possono essere anche slegati dal momento sincronico e, in tal senso, l'uso dei media risulta essere sicuramente una risorsa funzionale (Cacciamani, 2001). La scrittura nell'asincrono non perde il suo essere strumento di elaborazione e di partecipazione di significati. Nel suo essere anche "scrittura epistemica", la sua funzione elaborativa investe tutte le attività di scrittura e, in particolar modo, aiuta ad elaborare quanto si va apprendendo (P. Boscolo, 1989). Schemi, mappe, appunti, relazioni, ... analogici o mediali che siano, sono prodotti testuali di estrema rilevanza in tal senso.

La lettura deve interrogare la scrittura e rendere capace la mente di fissare in forma linguistica la ricchezza dei pensieri, degli affetti del testo. La lettura deve interrogare il testo, riconoscerne i luoghi privilegiati, la sua capacità di emettere senso, deve ricercare le storie nella storia: la lettura deve riconoscere la "drammaturgia del testo" (F. Frasnedi, 1985). In questo senso entrano in gioco la necessità di stimolare percorsi didattici tesi a sollecitare una lettura critica capace di arricchire tanto il rapporto comunicativo tra lettore e testo quanto la relazione linguistica con l'esperienza mediale legata al tipo di testo.

Una lettura critica è capace di individuare i vettori di senso attivi nel testo e da questi poter attingere per selezionare, disporre degli enunciati in direzione di una elaborazione poietica della lingua. Ciò implica andare alla ricerca delle unità linguistiche, delle costruzioni e associazioni ivi presenti, dei rinvii sonori capaci di creare tutte quelle stratificazioni di senso che producono significato e che permettono di far vivere esperienze, visioni ed emozioni che sono l'humus per la scrittura.

Dal punto di vista metodologico è importante fornire:

  • l'accesso e l'esame di differenti scritture per rilevarne codici e sottocodici (es. cronaca, lettura formale, poesia, messaggio, fotografia, spot pubblicitario, video,... );
  • l'avvio progressivo a modelli testuali diversi (descrizione, narrazione classica, argomentazione, poesia, ... disegno-illustrazione, immagine fissa e in movimento, ... ).

Fondamentale è tenere in considerazione i due cardini della narrazione: carattere e sceneggiatura (Stendhal).

Nella costruzione del carattere rientreranno domande come: Chi è? Com'è? Quale lessico usare? Quale semantica? Quindi avviare il percorso descrittivo intorno ad esso e, contemporaneamente, costruire il discorso con la dovuta attenzione al tempo, al suo rapporto con lo spazio, all'individuazione dei punti di vista della storia che necessitano di una interrogazione profonda del testi tesa alla ricerca e all'analisi dei procedimenti costruttivi dello stesso.

Eguale importanza ha la ricerca del rapporto tra gli schemi grammaticali e la variabilità di soluzioni retorico-espressive: frasi come "il gatto correva a nascondersi" o "la bestia correva a nascondersi" o "il micio correva a nascondersi" recano in sé significati diversi pur avendo una forma grammaticale identica.