Il presente “complice perfetto”

22.08.2019

Hourglasse di Nile (Pixabay)
Hourglasse di Nile (Pixabay)

" È arrivato nella radura dove un tempo c'era il suo capanno. Quel nascondiglio non esiste più: un giorno si era accorto che i cacciatori di passaggio lo usavano e ci abbandonavano bossoli e bottiglie di birra vuote, aveva preferito distruggerlo che vederlo ridotto a una discarica. Ora pensa a tutto il tempo che ha trascorso lì dentro. Zitto e immobile, gli occhi fissi sulla radura, aspettando il passaggio di qualche animale." (Il lupo e la farfalla, F. Niccolini, Mondadori, 2019).

I presenti che si incontrano nel breve estratto "esiste", "pensa" hanno chiaramente una funzione fondamentale per ricondurre a ciò che sta vivendo la voce narrante, a ciò che essa vuole mettere in primo piano. Al contempo,però, spezza la relazione temporale e dal passato arriva dritto a noi lettori, catapultati in quella situazione, attraverso l'irruzione della voce narrante legata a quei presenti.

Il tempo presente è, dunque, un tempo che può diventare complice e/o alleato della voce narrante. È capace di chiamare in primo piano gli eventi e costruire una sorta di complicità tra lo spazio-tempo narrato e quello del narratore. Si può sostituire agli altri alterando la prospettiva della relazione tra i tempi poiché è capace di "mostrare" un segno o una parte della storia irrompendo nella stessa con la sua ambiguità e ricchezza. Il presente non racconta solo le cose che si stanno facendo o si stanno per fare o che ci si sforza di fare, esso, con la ricchezza ambigua, si presta a un gioco sottile di sfumature legate alla volontà, al desiderio, alla negazione implicita, ma offre anche scappatoie, occasioni di riserva interiore, pazienza o impazienza.

Ad es. la frase "lo farò" equivale tanto a un "vorrei ma ..." quanto a "abbi pazienza", "lo prometto", ...

Una attività didattica interessante potrebbe essere quella di mettersi, all'interno di un brano narrativo, alla ricerca della voce narrante facendosi guidare dalla domanda "cosa vuole mettere in primo piano? E cosa sullo sfondo?" a quel punto costruire un piccolo libro pop-up scenario per mettere davvero in scena la storia facendo attenzione a ciò che sta sullo sfondo, a ciò che è in primo piano, all'attore al regista e ...