Mettere in scena i tempi verbali: un esempio di attività

22.08.2019

Hourglass di Nile (Pixabay)
Hourglass di Nile (Pixabay)

Pioggia (G. Pascoli)

Cantava al buio d'aia in aia il gallo. / E gracidò nel bosco la cornacchia / il sole si mostrava a finestrelle. 

Il sol dorò la nebbia nella macchia, /poi si nascose e piovve a catinelle. /Poi fra il cantar delle raganelle /guizzò sui campi un raggio lungo e giallo.

Stupian i rondinotti dell'estate /di quel sottile scendere di spille: /era un brusio con lanquide sorsate /e chiazze larghe e picchi a mille a mille; /poi singhiozzi, e gocciar rado di stille: /di stille d'oro in coppe di cristallo.

L'imperfetto "cantava" con quel "d'aia in aia" intensifica il valore spaziale del canto del gallo. "Guizzò" è la parola chiave che dà il ritmo della composizione, anticipato dal guizzo uditivo di "cornacchia" che introduce la sonorità della pioggia e che amplifica il suo effetto contrapposto a "raganelle" e dal guizzo visivo di "dorò". "Gracidò" sembra quasi anticipare sia i guizzi che i capricci del tempo creando un stacco netto da ciò che sta succedendo (analisi ridotta da F. Frasnedi, 1985).

Concretamente questa analisi potrebbe essere resa artigianalmente utilizzando la tecnica dei libri pop-up. Sullo sfondo si potrebbe realizzare la scena del gallo che canta con la visione in lontananza di poggi e aie.

In secondo piano il bosco con la cornacchia e la luce del sole che filtra a finestrelle tra le nuvole.  

In primo piano, magari su un foglio trasparente, le raganelle, la pioggia che cade, i rondinotti in lontananza e i campi illuminati dal raggio dorato del sole.

Infine, in primissimo piano, le chiazze d'acqua e i rondinotti che si abbeverano ad esse.